Può capitare di incrociare un serpente, magari mentre si è su un prato o lungo la riva di un piccolo corso d’acqua, e subito scatta quel dubbio: sarà velenoso oppure no? Nel nostro Paese, in tante zone, i dubbi nascono soprattutto perché ci sono due rettili comuni a fare capolino, la vipera e la biscia. Due serpenti, certo, ma con aspetto e atteggiamenti piuttosto diversi, e proprio queste differenze aiutano a capire se abbiamo davanti un animale da tenere d’occhio o uno da lasciar stare senza timori. La capacità di riconoscerli velocemente evita allarmi inutili e migliora la convivenza con la natura – utile non solo agli escursionisti o chi coltiva un orto, ma per chiunque si ritrovi a passare del tempo all’aria aperta.
Le caratteristiche principali per riconoscere vipera e biscia
Alla prima occhiata, distinguere una vipera da una biscia può sembrare una formalità, ma in realtà serve un po’ di attenzione, soprattutto ai dettagli più evidenti. La vipera è riconoscibile per il corpo tozzo, quasi robusto, e una lunghezza inferiore rispetto alla biscia, che invece si mostra più snella e slanciata, una struttura nata per muoversi con agilità nell’erba alta o vicino all’acqua. Da qui, parte il primo modo per capirci qualcosa.
Spostando l’attenzione sulla testa, le differenze si notano a occhio nudo, anche da lontano se si è un po’ esperti di osservazione faunistica. La vipera sfoggia una testa a punta, triangolare, separata da un collo ben più sottile, quasi a voler mettere in chiaro la sua presenza. La biscia, invece, ha la testa rotondeggiante, senza stacchi netti dal corpo: un profilo molto più uniforme, insomma.
Anche gli occhi dicono la loro. Le vipere – ecco il dettaglio importante – hanno pupille verticali, quasi come quelle di un gatto. Le bisce invece mostrano pupille rotonde e più grandi. Un segnale rapido per farsi un’idea, restando sempre a distanza e senza troppa fretta, che non guasta mai. In campagna o nei boschi del Nord Italia, questo piccolo particolare spesso fa la differenza, specie nei mesi in cui questi rettili si vedono di più.
Segni nel corpo, nei colori e nel comportamento
Un altro indicatore da non trascurare è la coda: la vipera ha una coda decisamente corta e tozza, che si assottiglia subito, un tratto evidente per chi osserva con calma. La biscia invece ha una coda più lunga, sottile, che continua la linea snella del resto del corpo – un dettaglio che sfugge ai non pratici di fauna locale, però vale la pena di notarlo.
I colori? Qui la storia si fa più complicata. La vipera aspis, che si trova in varie parti d’Italia, cambia tonalità dal grigio al marrone, ma in genere si distingue per la caratteristica striscia a zig-zag sul dorso. Non si tratta di un segno che si dimentica facilmente. Le bisce, come la biscia d’acqua oppure la natrice dal collare, invece, mostrano colori più uniformi e vivaci: dal verde intenso al giallo, insomma. Ma attenzione: non è una certezza, e non di rado questi serpenti si mimetizzano alla grande con l’ambiente circostante, rendendo l’identificazione un vero rompicapo.
Se guardiamo al comportamento e all’habitat, emergono spunti ulteriori. Le vipere amano posti secchi – prati sassosi o boschi poco umidi sono il loro habitat preferito, mentre le bisce si fanno vedere soprattutto vicino a corsi d’acqua, stagni, e zone umide, dove trovano pesci e anfibi di cui nutrirsi. Un’informazione pratica, no? Se siamo vicini a una fonte d’acqua, possiamo aspettarci più facilmente una biscia piuttosto che una vipera.

Come comportarsi in caso di incontro e una convivenza più consapevole
Non si può negare che incontrare un serpente spesso faccia salire la tensione, ma sapere chi abbiamo davanti aiuta a stare tranquilli. La parola d’ordine? tenersi a distanza, senza avvicinarsi o provare a spostare il rettile, a meno che non si abbia esperienza su come farlo. Passi lenti e gesti cauti sono la miglior prevenzione per evitare che l’animale si senta minacciato.
Se si sospetta la presenza di una vipera, la scelta più saggia è chiamare chi se ne occupa davvero, come un centro di recupero o enti specializzati. Così si protegge chi abita la zona, ma anche il rettile, senza correre rischi inutili. Chi conosce bene il territorio, in particolare in regioni come il Piemonte o le zone appenniniche, sa che evitare manovre fai-da-te fa risparmiare parecchi fastidi.
Il gioco non vale solo per la sicurezza personale. In realtà, riconoscere vipere e bisce fa parte di un rispetto più ampio dell’ambiente. Tutte e due queste specie hanno un ruolo importante nel tenere sotto controllo roditori e altri piccoli animali, una funzione di equilibrio che spesso passa inosservata. Imparare a convivere consapevolmente – armati di fatti e non di paure – rende ogni incontro nella natura un’occasione di rispetto, a beneficio di tutti. Ogni anno, soprattutto al Centro e Nord Italia, sono sempre di più le persone che si sforzano di capire e accettare il mondo animale attorno a sé, con curiosità genuina e rispetto.